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SaltiDiVento

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set
08

STORIA DI S…………….

Posted by saltidivento on settembre 8, 2008

S… era così baffetti sottili, sguardo spiritato e una voce strascicante e nasale,orbitava sempre fra la piazza e le strette vie che conducevano alla sua macilenta abitazione.
Era nato povero, uno dei tanti figli  che la madre aveva partorito e poi partiti per il mondo,ma lui era S….il problema in fondo,come lo sono tutti coloro che non hanno canoni normali, figli di una progenie sbagliata.
Era stato contadino, quando ancora le messi a Luglio si vestivano di giallo dorato e i campi risuonavano dei canti dei contadini che falciavano le spighe,che successivamente  venivano affastellate e portate  all’”aria” dove sarebbero state calpestate dai muli .
Il vento infine   avrebbe,  con il suo incidere, diviso  il grano,dai residui vegetali.
Era il momento dell’anno,che culminava con il Ferragosto, festa che coincideva con la fine e l’inizio della nuova annata agraria.
Chissà quante volte S.. hai ripensato a quei momenti di fatica,a te  non permettevano di mietere, la tua falce non era un spada contadina protesa al sole di Luglio a fendere  con ampie sciabolate il grano maturo, tu eri  l’uomo dei lavori umili, raccoglievi le fascine e portavi acqua nei bummuli di terracotta ai sudati contadini che tagliavano i campi come un mare giallo solcato da una squadra di navi .
Poi  arrivava  pian piano l’Autunno, venivi mandato come garzone a pascere  gli animali,mentre il sole diventava tiepido e i boschi di Sicilia perdevano pian piano il loro verde trasformandosi in tappeto multicolore.
Ed infine  l’Inverno e lì usciva la tua atavica paura, non della pioggia,quella era cosi’ simile alle lacrime che da piccolo avevi versato, ma di quando giacciando e mutando forma diventava neve.
Avevi sempre avuto paura del generale inverno ammantato di bianco,che invadeva le montagne di Trinacria,per te figlio dell’Estate era aliena come quei film che sbirciavi aggrappato ai muri dell’arena durante  la bella stagione.
I tempi cambiavano in fretta, come per magia  cominciò mensilmente  ad arrivarti  un sussidio,con quello potevi vivere e poi c’era sempre quel  buon prete, che ti mandava  dei volontari a far le pulizie nella tua casa e spesso arrivando gioiosi ti portavano vestiti nuovi e camicie stirate,ti sentivi coccolato come non le eri mai stato nella tua vita.
Ma quando nevicava rimanevi sempre  solo ed allora impaurito scappavi da casa e ti rifugiavi nell’ultimo circolo aperto,che era sempre il solito,quello sotto il municipio.
Avevi preso l’abitudine di andarci ogni giorno , tanti giovani scherzavano con te e come per magia ti stupivano mentre tiravano fuori dalle tue orecchie monetine da 100 lire che poi ti regalavano.
Ma quella notte la neve era ancora più alta,uscisti da casa in preda alla paura, il circolo era chiuso disperato volevi raggiungere il paese vicino, dove abitava tuo fratello, poi forse preso dallo sconforto ti fermasti sotto un ponte eri stanco S..,pian piano ti addormentasti per non svegliarti mai più.
Ti ritrovarono cosi’,statua di ghiaccio, aggrappato alle tue ginocchia.
Quando arrivò il momento di andare verso la tua dimora definitiva, fu una gara fra tutti quei ragazzi per portarti a spalla ultimo dono ad un uomo che aveva lasciato un sorriso.
 

  1. tatabum Said,

    Che magnifico racconto…..

  2. Mizhar0 Said,

    Grazie Tatina

  3. VperTempesta Said,

    A S. hai regalato un pensiero stupendo e a noi qualcosa su cui riflettere.

    :)

  4. Aquisgrana Said,

    dovremmo munirci tutti di più ancore di salvataggio per sfuggire alla tormenta delle nostre paure… un solo circolo, per quanto gratificante, per quanto del bene possa donarci proprio non basta…bisognerebbe amare di meno e più persone solo così il rischio di una forte perdita si riduce, ma allo stesso tempo chi punta tutto su un solo elemento e vince sbanca. L’amore come la vita è una lotteria: molti tentano, pochissimi vincono, qualcuno preferisce non giocare affatto. S. come la maggior parte di noi ha preferito rischiare.

    Ciao Mizhar:-)))

  5. anonimo Said,

    Fratellone a volte mi lasci senza parole. tenera con quel soffio di magia del sole di sicilia nella brezza che lieve trasporta ricordi ed emozioni. racconti a mezzo tra la vita e il sogno che tanto bene sai raccontare perchè le emozioni si coloroni di consonanti e parole divenendo dipinto dell’anima.. Ti abbraccio, Lu

  6. anonimo Said,

    bellisimo racconto…. Persona saggia, un guru, o forse più, la sua paura giustificata!!… e chi non avrebbe paura di morire in un periodo nevoso?? Sapeva chi era, qual’era la sua strada e la sua fine.. ma ha continuato a vivere lo stesso la sua leggenda, con quello che gli ha potuto offrire senza mai lamentarsi…. Bell’ esempio per molti di noi, ma pochi saprebbero mettere in pratica una vita del genere, in fondo rincorriamo sempre il Dio denaro!!! Adorerei un grande saggio del genere… E come mi hai detto amico.. se questa storia è vera… devo dire, chi ha conosciuto quest’ uomo avrà imparato tante cose!!! E sinceramente mi piacerebbe incontrarlo anche a me un giorno!!!

    Con affetto vocediluna…. baciiiiiiii

  7. anonimo Said,

    dimenticavooooooooo:

    GLI UOMINI CHE SANNO AMARE VERAMENNTE E CONOSCONO LA VITA SARANNO PREMIATI PER SEMPRE!!! e lui lo è stato…

    E come disse Dio: L’uomo si riconosce sempre alla fine…………

    baci voceeeeeeee

  8. anonimo Said,

    ci abbraccia la nostra paura …ci circonda con fare gentile e per vincerla ci rifugiamo tra le sue braccia in maniera inconsapevole…specie se si tratta di sfuggire alla profonda solitudine di un animo semplice….adry

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