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apr
29

L'ULTIMO DEI DRAGHI

Posted by saltidivento on aprile 29, 2009

Il tempo dei draghi era quasi finito, sfrecciante ed ingordi avevano solcato il cielo fin dai tempi così antichi che nessun umano poteva ricordare, erano stati re e regine dei cieli, con le loro lunghe code  di un colore vermiglio così simile al  muschio sembravano macchiare  di verde l’azzurro infinito.

I loro nidi erano state le isole nella corrente e da lì partivano per le loro scorrerie fino ad arrivare alla penisola della nebbia ed ancora oltre fino ai ghiacci eterni che delimitavano la terra degli uomini gialli vestiti di pelle di foca.

Ricordava il drago le navi degli umani, che  come  minuscoli gusci, intrepidi  sfidavano l’oceano, confinati nel loro regno fatto di acqua, mentre la sua specie poteva sfidare le nuvole e calarsi fiammeggiando sui perigliosi navigli e bruciarli con la sola forza del loro fiato figlio dello zolfo e della materia primordiale originaria della madre terra.

Poi gli sciami umani, prima fastidiosi poi sempre più numerosi avevano invaso le isole, distrutto i nidi dove uova di drago aspettavano per portare alla vita nuovi pulcini, al ritorno delle madri e dei padri gettavano le loro reti imbrigliandoli e calando le loro scuri trucidavano i re del cielo.

Ora alla fine del loro tempo lui ultimo re  del popolo del fuoco alato (come solevano chiamarsi fra di loro), sfoderò gli artigli per l’utima volta per fronteggiare il Ramingo dalla spada forgiata con sangue di drago e sapendo che era la sua fine con fierezza aspettò che  la sua testa  venisse staccata dal resto del corpo.

Questa è la storia dell’ultimo Drago raccontava ai suoi nipoti il Ramingo ormai anziano, mentre scoppiettando il fuoco del camino  lanciava riverberi rossi nella stanza ,  teneva per mano il suo sogno dagli occhi scaglie d’infinito e parlando si sentiva di nuovo giovane, nelle sue narici sentiva ancora l’odore di zolfo del fiato del drago e il calore dele sue fiamme sulla sua pelle, guardò la notte oltre la finestra e una lacrima scese dal suo volto, ultimo omaggio di un uomo che aveva sconfitto l’ultimo dei re.

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