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L'ultima Odissea
Posted by saltidivento on aprile 29, 2008
Ritrovarsi prigionieri del tempo,su lande desolate,piene di macigni e con la selva giu’ in basso che mi spinge ad inoltrarmi,mentre il mare lontano sembra l’origine e la fine dei miei ricordi,persi frastagliati come scogliere che arrivano fin dove spuma l’onda impetuosa.
Sono andato via giovane dalla mia terra per combattere una guerra non mia,ma la vera spinta non è stato mai un patto fra Achei,ma la voglia di partire per scoprire l’ignoto racchiuso oltre l’ultimo orizzonte.
Ho sfidato il Dio del mare che mi ha tolto tutti i miei più cari amici e dopo anni sono tornato nella mia terra,ho combattuto per me e la mia stirpe ed ho trionfato.
Ho riabbracciato mia moglie tornando a Itaca, ma dopo qualche tempo l’inquietudine aveva ripreso possesso dell’anima mia, sono ripartito per violare le colonne d’Ercole, lasciando il mio regno nelle mani ormai adulte di mio figlio,ed ho sfidato gli Alisei.
Mesi solitari mentre il vento sempre costante mi sospingeva verso l’ignoto,volevo vedere dove il mare cadeva e dopo aver sofferto la sete ormai stremato mi sono arenato su questa spiagge bianche.
Ora non potrò mai più tornare sullo scoglio irto sul mare di patria mia e Nettuno stavolta ha vinto, non c’è sfida nell’ignoto ed affido queste parole ad una pergamena che nasconderò in un antro asciutto perché qualcuno un domani possa rileggerle e riflettere.
Ulisse Re di Itaca.
Ecco vedete, disse lo studioso spiegando con cura il rotolo antico davanti agli occhi dei presenti,mentre il mormorio si impossessava dell’aula universitaria questo dimostra che Ulisse si rimise in viaggio e fu lui a scoprire le Americhe,ma questo rotolo insegna anche che nessuna fuga verso l’ignoto vale una certezza il destino dell’uomo non risiede in complicati ed empiriche ricerche ma piuttosto nell’ analisi e nel cammino verso le fonti della propria anima,anche se un ideale a volte può valere mille anni di solitudine.
E come per magia in quell’istante un raggio di sole illuminò lo scritto,forse un segno di qualcuno che ormai volava oltre l’infinito.
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Toccante,davvero.
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