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Il Dio Apollo e il satiro
Posted by saltidivento on dicembre 26, 2007
Il viaggiatore aveva percorso km su km,al seguito di un richiamo antico,che spesso si tramutava nel dolce suono di un flauto;quella musica assumeva tonalità che passavano dal magico al dolce per poi spruzzarsi come essenza di spezie orientali in malinconia, a volte diventava così struggente da portarlo quasi alle soglie della pazzia,la stessa che avevano provato Colombo ,Livingstone e tanti altri esploratori dell’ignoto.
Nel corso del suo cammino,come in una caccia al tesoro aveva ritrovato tracce di antichi graffiti nascosti in grotte misteriose e seguendole era arrivato fino all’altopiano Anatolico dal quale sgorgava la sorgente del fiume Meandro,quando vi giunse era ormai in preda ad una febbre simile a quella degli antichi cercatori d’oro,il vento spazzava quelle valli piene di boschi e le radure pietrose sulle quali si abbarbicavano alcuni steli arbustivi che non volevano arrendersi all’aridità del suolo ,ma che invece rompevano con la caparbietà lunga di millenni la roccia per trasformarla in humus fertile.
L’uomo bevve dalla fonte argentina che sgorgava copiosa dalla sorgente posta dentro una fenditura fra le rocce e si addormentò,allo scoppiettare del fuoco che aveva acceso.
Quando la notte divenne profonda si svegliò al rumore di un soffio di vento e di un flauto, istintivamente capì che era alla fine del suo viaggio- finalmente avrebbe incontrato colui che lo chiamava e gli indicava il cammino.
Fra i riverberi delle fiamme quasi consunte vide un’ombra …………………non ebbe paura anche se la figura che appariva era quasi mostruosa,la parte bassa del corpo caprina mentre il busto superiore era quello di un uomo,la testa invece un misto far le due nature,corte corna quasi diaboliche e un viso che dietro alle pieghe e a una rocciosa ruvidezza,era piangente.
La voce era melodiosa ,simile al canto di mille sirene, libera come il volo di una rondine in Maggio ,ma con la forza che solo le onde del mare possiedono.
Sei arrivato fin qua perchè ti ho chiamato,Ramingo,io sono MARSYA l’ombra del Satyro che camminava su queste terre un tempo, voglio raccontarti la mia storia perchè tu possa diffonderla fra gli uomini,che possano a loro volta trarne le conseguenze e non lasciarsi mai tentare dall’orgoglio.
UN tempo avevo imparato a suonare questo strumento ricavato dalle canne del fiume,che qui nasce , e quando lo facevo tutti gli uomini fermavano le greggi ed ascoltavano il suono che traevo da esso,il vento si fermava il fiume interrompeva il suo corso e gli uccellini accompagnavano con il loro canto la musica incantata.
Ero così orgoglioso che un giorno dissi,”potrei anche sfidare il Divino Apollo”… avevo appena pronunciato quelle parole che come per magia apparve splendente una luce magica,dalla quale uscì il Dio,aveva nelle mani una cetra e nell’altra un lungo coltello affilato “Sei tu che mi hai sfidato?Ora vedremo se avrai coraggio di gareggiare con me,ma per poterlo fare bisogna mettere in gioco io la mia gloria tu la tua pelle, se perderai provvederò io stesso a togliertela ancora vivo,per poi lasciarti sanguinante alle bestie feroci che popolano la notte.
Scusami o splendente- dissi allora io,come potrò esser sicuro dell’imparzialità del giudizio?-
Apollo mi rispose, “ a giudicare chiamo le nove Muse che sono in numero dispari,quindi non ci sarà parità” Forse ottenebrato dal mio orgoglio o forse la Divinità aveva provveduto ad ottenebrarmi ,accettai….cominciai io,e quando suonai mai suono più dolce avevano udito gli uomini della terra,ancora una volta si fermarono i fiumi,il vento cessò ancora una volta il suo incedere,suonai per ore creando come una cortina magica.
Quando esausto finii,toccò al Dio,prese la sua cetra che aveva una corda in più e da quella cominciò a trarre una musica che smuoveva le montagne,la terra era preda di sussulti e il vento diventava impetuoso,al suono di quella musica celestiale piansi e fu la mia fine,avevo decretato involontariamente la mia sconfitta,infatti mentre suonavo io il Dio non aveva pianto,non era rimasto coinvolto …il responso fu di otto contro una,solo la musa della danza impietosita dalla mia prossima fine ,sfidando l’ira di Apollo aveva votato a mio favore.
Improvvisi,spuntarono due geni alati che mi presero da dietro le spalle e fui legato ad un albero e il Dio mi scorticò vivo,lasciandomi poi resto sanguinolento come pasto ai lupi.
Quando il vento passa fra le mie spoglie rinsecchite che troverai all’interno di questa grotta,lui piange e senti nelle notti d’inverno il mio pianto muggire da dietro le tormente di neve,mentre quando si placa e diventa brezza nelle sere d’estate suono piano come una carezza ed allora il mio pianto diventa malinconia ma anche musica per chi si ama e uscendo piano da queste valli accarezzo il cuore di tutti coloro che ancora credono nelle cose belle che fanno di questa vita,un libro da sfogliare piano.
Il viaggiatore fra le lacrime ascoltava quel racconto e prendeva nota,avrebbe raccontato di quella magia,ma in fondo solo chi ha ancora il coraggio di credere ,avrebbe sentito il suono di un antico flauto che parla d’amore con le sue note incantate.
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Un abbraccio, un bacio grande e un sorriso colmo di calore. Buon 2008
ti auguro che il cammino nel nuovo anno sia lieve.
Ti auguro di trovare sempre in te
inesauribili
entusiasmo, buonsenso e buonumore.
Il resto, sono sicura, verrà da sè….
http://digilander.libero.it/maddy_2006/images/alberodinatale.gif
beh…da solita suonata l’errore di scrittura l’ho commesso
santa pazienza!
Un giorno è speciale finché tu lo renderai tale; un anno è speciale purché tu lo voglia; una persona è speciale… perché lo è (come te) Felice anno nuovo!
Luna….
un bacio…. grande, ma tanto tanto grande!
felice di ritrovarti…*un bacio*
Ho sempre pensato che molti siano coraggiosi a chiacchiere ma pochi lo siano veramente nei fatti. Certo, capisco che spesso sia difficile passare ai fatti ma credo fermamente che, prima o poi, la nostra natura selvaggia si svegli, snebbiandoci e rendendo chiaro e luminoso l’obiettivo che siamo destinati a raggiungere.
Come per ogni cosa, ci vuole il suo tempo; tornare a credere, malgrado le avversità della vita, è un obiettivo bellissimo da porsi ed una meta grandiosa da raggiungere dopo tanto viaggiare!
Buon 2007 e che i tuoi desideri si avverino tutti!
Azzzz….cominciamo bene…Buon 2008 (e non 2007!..pardon)…
dove sei?
mi vergogno a scrivere ,non sono alla tua altezza.
sono entusiasta d’averti letto
marnie
CARO nuovo amico…scrivi in maniera impeccabile..e racconti lasciando nel lettore intanto un fondo di malinconia latente..e una morale ke fa riflettere..inoltre guardi alla sensibilità ke nn è da tutti…non tutti credono ancora in certi sentimenti..nn tutti hanno orekkie per ascoltare e okki per osservare…a volte siamo piu cieki e piu sordi dei cieki e dei sordi….perke siamo troppo distratti da altro…mi piace questo racconto…verrò qui a leggerti …davvero cn molto piacere…adry
Grazie Adry, benvenuta nel mio covo
.
Un sorriso a te
impressionante come sia bello questo racconto,lo preferisco a qualsiasi altro greco che abbia mai parlato di marsia.posso vedere e sentire la loro sfida…
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