Archive for settembre, 2008
set
25
Posted by saltidivento on
settembre 25, 2008
ACCADE
Forse domani, o forse no,
ma prima o dopo, accade.
Accade che dentro di te,
un’aria nuova c’è…
Voglia di cambiare,
Capita anche a me…
E la ragione ha il sopravvento,
sopra ogni illusione…
Posso capirlo e perdonare,
chi non mi ama più!
Non si può fuggire,
Troppe volte, no…
Finalmente chiari,
Soffri un po’,
Il tempo poi,
Ti saprà, guarire!
Quando vinci sono tutti là…
Si paga a caro prezzo,
ciò che credi sia lealtà.
Successo… Sei falso pure tu!
Inventarmi ancora, perché no?!
Criticarmi è un gusto al quale non rinuncerò…
Capirmi… Capirti!
L’anima, che è in me,
di colpo esplode, accade…
Prigioniero, in questo corpo, io!
L’amore c’è, ma a volte,
non si vede, accade!
Accade che hai paura, anche di te…
Accade… Che il buio incontra la fede…
Che più nessuno ti crede!
Accade che, più avanti vai
E più ti senti, solo…
Dovunque va,
Quell’entusiasmo, incontra aridità!
Bell’idea, volare…
Finché sei lassù…
Non è sempre, cielo,
Aiutati, un po’ anche tu…
Dai una spinta, al cuore!
Riprendiamo il dialogo fra noi,
Fanno un gran rumore, dentro,
Quei silenzi tuoi…
Tacere! Noi non possiamo più…
Più passione, quando mi amerai!
Pensami più forte, come non hai fatto, mai!
Ancora… Più coraggiosi, di allora!
C’è troppa volontà di farsi male, mi pare…
Tempo di primati, non è più!
Ci sono tante storie, da salvare… Vivendo!
Difendi la tua storia, pure tu…
Accade…
La vita aiuto, ti chiede…
Accade…
Accade!
Ritroverai quella luce, la tua voce, chi dice…
Accade!
Accade! Accade! Accade! Accade!
Accade! Accade! Accade! Accade!
set
20
Posted by saltidivento on
settembre 20, 2008

Isola dei gabbiani
stridii alti nel cielo
pensieri che volano, voglia di librarmi
fra ali di pioggia.
Nessun pensiero
che colmi l’anima
solo pietre da sciogliere
mentre scroscia il temporale
e i fulmini cadono come lance di Dio,
sto a braccia aperte
immoto e non penso
spengo la mia mente
mi sciolgo
in questo liquido mondo
che prima o poi arriverà al mare
set
15
Posted by saltidivento on
settembre 15, 2008

Difficile accettare il corso delle cose, specialmente quando la vita non va nel modo nel quale tu vorresti incanarla.
Siamo umani, pieni di paura e di incertezze che spesso nascondiamo dietro un vetro smerigliato che rende incorporea e soffusa la tua identità.
Succede così in un attimo, si sciolgono i sogni in acqua corrente che diluisce il tutto, mentre già raccogli le tue cose e cerchi di rimetterti in sella sul tuo destriero che ti porterà fino a domani.
Forse la mia strada è tortuosa perchè sono io a renderla tale, ma di una cosa sono sicuro non voglio più raccogliere vento con queste mie mani da figlio di contadini, nè seminare su un campo che non darà frutti.
Voglio solo rimanere solo con le poche cose che mi appartengono e se questo mi porterà domani verso un nuovo mattino almeno saprò di non dovermi inventare nulla per dividerlo con altre anime incontrate per caso.
Stamattina mi sono svegliato presto era l’alba, il sole piano sorgeva dietro i mie monti, era da quel tempo terribile che ormai non mi appartiene più, che non mi svegliavo e mi recavo in quell’osservatorio speciale fra irte rogge, il rifugio dei mie pensieri, era un’ora insolita sospesa in quel tempo indefinito, dove ancora la notte sposa il mattino .
Faceva freddo , strano dopo il caldo dei giorni passati, forse era un segno, un messaggio che la natura voleva darmi.
Ed ora, sono qui nella mia isola dei gabbiani, si alza forte il loro stridio mentre li guardo sfidare il vento, domani è un altro giorno, oggi è così.
set
11
Posted by saltidivento on
settembre 11, 2008

Avete mai provato di quei momenti nei quali vorresti mandare a fanculo il mondo?
Ecco io sono in uno di questi……..
set
08
Posted by saltidivento on
settembre 8, 2008
S… era così baffetti sottili, sguardo spiritato e una voce strascicante e nasale,orbitava sempre fra la piazza e le strette vie che conducevano alla sua macilenta abitazione.
Era nato povero, uno dei tanti figli che la madre aveva partorito e poi partiti per il mondo,ma lui era S….il problema in fondo,come lo sono tutti coloro che non hanno canoni normali, figli di una progenie sbagliata.
Era stato contadino, quando ancora le messi a Luglio si vestivano di giallo dorato e i campi risuonavano dei canti dei contadini che falciavano le spighe,che successivamente venivano affastellate e portate all’”aria” dove sarebbero state calpestate dai muli .
Il vento infine avrebbe, con il suo incidere, diviso il grano,dai residui vegetali.
Era il momento dell’anno,che culminava con il Ferragosto, festa che coincideva con la fine e l’inizio della nuova annata agraria.
Chissà quante volte S.. hai ripensato a quei momenti di fatica,a te non permettevano di mietere, la tua falce non era un spada contadina protesa al sole di Luglio a fendere con ampie sciabolate il grano maturo, tu eri l’uomo dei lavori umili, raccoglievi le fascine e portavi acqua nei bummuli di terracotta ai sudati contadini che tagliavano i campi come un mare giallo solcato da una squadra di navi .
Poi arrivava pian piano l’Autunno, venivi mandato come garzone a pascere gli animali,mentre il sole diventava tiepido e i boschi di Sicilia perdevano pian piano il loro verde trasformandosi in tappeto multicolore.
Ed infine l’Inverno e lì usciva la tua atavica paura, non della pioggia,quella era cosi’ simile alle lacrime che da piccolo avevi versato, ma di quando giacciando e mutando forma diventava neve.
Avevi sempre avuto paura del generale inverno ammantato di bianco,che invadeva le montagne di Trinacria,per te figlio dell’Estate era aliena come quei film che sbirciavi aggrappato ai muri dell’arena durante la bella stagione.
I tempi cambiavano in fretta, come per magia cominciò mensilmente ad arrivarti un sussidio,con quello potevi vivere e poi c’era sempre quel buon prete, che ti mandava dei volontari a far le pulizie nella tua casa e spesso arrivando gioiosi ti portavano vestiti nuovi e camicie stirate,ti sentivi coccolato come non le eri mai stato nella tua vita.
Ma quando nevicava rimanevi sempre solo ed allora impaurito scappavi da casa e ti rifugiavi nell’ultimo circolo aperto,che era sempre il solito,quello sotto il municipio.
Avevi preso l’abitudine di andarci ogni giorno , tanti giovani scherzavano con te e come per magia ti stupivano mentre tiravano fuori dalle tue orecchie monetine da 100 lire che poi ti regalavano.
Ma quella notte la neve era ancora più alta,uscisti da casa in preda alla paura, il circolo era chiuso disperato volevi raggiungere il paese vicino, dove abitava tuo fratello, poi forse preso dallo sconforto ti fermasti sotto un ponte eri stanco S..,pian piano ti addormentasti per non svegliarti mai più.
Ti ritrovarono cosi’,statua di ghiaccio, aggrappato alle tue ginocchia.
Quando arrivò il momento di andare verso la tua dimora definitiva, fu una gara fra tutti quei ragazzi per portarti a spalla ultimo dono ad un uomo che aveva lasciato un sorriso.
set
05
Posted by saltidivento on
settembre 5, 2008

Ci sono giorni così che passano senza lasciare tracce, giorni al confine del caldo di una fine Estate torrida, giorni di fumo e di fuoco, stanchezza e morale che va giù senza appaerente motivo, come gocce di pioggia, che scivolano piano sul vetro di una finestra.
Spesso nella mia vita mi capita che in tanti si affidino alle mie soluzioni, durante un incendio e anche nel comune svolgere del servizio,montagne di adempimenti,comunicazioni e altro, sono la ricompensa di tutto ciò.
Beh non mi lamento amo il mio lavoro, amo la brezza fra gli alberi e amo la natura, ma certe volte vorrei anche io un approdo sicuro per la mia nave oscillante e precaria sul mare della vita.
Ma in fondo va bene anche così, ogni difficoltà rende più forti dicono e se stasera mi sento solo , so bene che domani passerà e fra due ore si torna la lavoro per una notte speriamo serena.
set
03
Posted by saltidivento on
settembre 3, 2008

Ho spiegato le mie ali
per andare
a raccogliere un sogno.
Ho liberato
i miei pensieri
per slegare i tuoi,
stamattina,
ho piantanto un fiore.
Non sentirà mai
il freddo dell’inverno che arriva,
lo proteggero
ho trovato
per lui
un posto riparato dai venti.
Ho smesso
di vestire
costume pagliaccio,
perchè
voglio donarti l’anima mia.
set
01
Posted by saltidivento on
settembre 1, 2008

Ne ho smarriti di attimi,
cordoglio per un
fiore che scivola piano,
mentre la corrente
lo porta via.
Ci sono state occasioni,
ma il tempo
ha smarrito
la chiave che porta
ai sogni.
Ruvida roccia
è l’anima mia
speronata
e sferzata dai venti.
Ma se tornassi terra
fertile
vorrei solo accogliere
il seme
di un tuo bacio
e questa sera
sentirti
stretta
a me
mentre si spengono le stelle
e mi perdo
nel profumo
dei dolci capelli tuoi.
Ma posso solo dedicarti
il mio pensiero
e nel silenzio
adormentarmi
sognando di te